shopping cinese

Il lusso per la sugar generation

Entro il 2020 i nati negli anni Ottanta e Novanta saranno il 65% dei consumatori cinesi. È a loro che puntano i brand del lusso mondiale. Giovani, benestanti e istruiti guardano sempre ... Continua

Cina Alessandro Ingoglia-3

Momenti cinesi

Alessandro Ingoglia, fotografo per passione, lo scorso agosto è volato in Cina, ha puntato il suo obiettivo su volti e persone e al suo ritorno ha raccolto i suoi scatti in un ... Continua

cantuccina01 - Foto cantuccina Agnese morganti

Lo street style di Chinatown

Fotografa di Prato, Agnese Morganti da qualche mese ha lanciato Cantuccina, una pagina Facebook dove pubblica le foto scattate a chi abita e frequenta le vie della Chinatown della città. «Non è ... Continua

shanghai

Cina tra sfide e opportunità

Il Rapporto annuale elaborato dalla Fondazione Italia Cina analizza il mercato cinese, mettendone in luce scenari e prospettive per le imprese italiane. Molte le occasioni da cogliere per chi vuole investire, ma ... Continua

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Mollo tutto e volo a Taiwan

Quando ha deciso di lasciare l’Italia e cambiare vita, Fabio Nodari, fotografo e travel blogger ha scelto Taiwan, luogo ideale da cui partire alla scoperta dell’Asia. In questi anni ha puntato il ... Continua

Il lusso per la sugar generation

shopping cinese

Entro il 2020 i nati negli anni Ottanta e Novanta saranno il 65% dei consumatori cinesi. È a loro che puntano i brand del lusso mondiale. Giovani, benestanti e istruiti guardano sempre di più alla qualità e all’autenticità del prodotto, dando crescente importanza all’esperienza d’acquisto

Giovani, benestanti e istruiti. Sono i cinesi della cosiddetta sugar generation. Nati negli anni Ottanta e Novanta, cresciuti nel periodo del boom economico cinese, sono figli unici su cui i genitori hanno investito nella speranza di migliorare le condizioni economiche familiari. Con titoli di studio elevati, spesso conseguiti all’estero, e lavori ben retribuiti, hanno un tenore di vita decisamente superiore a quello dei loro genitori. Viaggiano e spendono, amano il bello e subiscono il fascino di brand internazionali, considerati dei veri e propri status symbol, anche se per loro non sono più semplicemente qualcosa da esibire. Fanno parte di quella classe media che traina i consumi cinesi e su cui la Cina sta puntando per trasformare il proprio modello economico e farne il motore della crescita. Ma non solo la Cina. Perché anche i marchi del lusso mondiale, consapevoli delle potenzialità del mercato cinese, caratterizzato da numeri record in termini di estensione e soprattutto di crescita del potere d’acquisto, hanno individuato nel Dragone e nella sugar generation il proprio target di riferimento.

Momenti cinesi

Cina Alessandro Ingoglia-3

Alessandro Ingoglia, fotografo per passione, lo scorso agosto è volato in Cina, ha puntato il suo obiettivo su volti e persone e al suo ritorno ha raccolto i suoi scatti in un fotolibro e in una mostra. «Ogni foto racconta una storia, nel loro insieme restituiscono la mia idea di questo Paese»

Fotografo per passione, colpito dal mal di Cina, ha tentato di coglierne «la varietà, la bellezza e la complessità». Ad agosto dello scorso anno, Alessandro Ingoglia è volato in Cina, dove per 29 giorni ha visitato e puntato il suo obiettivo su Pechino, Xi’an, Shanghai, Suzhou, Hangzhou, Guilin, Yuangshou e Lijiang, cercando di farsi «un’idea quanto più completa possibile nei limiti di tempo di un viaggio che seppur lungo è sempre breve per conoscere a fondo questo immenso Paese». Una volta tornato ha raccolto i suoi scatti in un fotolibro e organizzato la mostra Cina che, dopo una prima tappa a Palermo, arriverà presto in altre città. Inoltre, con questi scatti si è aggiudicato l’edizione 2016 di Diario di Viaggio 2016, iniziativa lanciata da National Geographic Italia.

Viaggio nella poesia cinese

Ti ho sentito cantare_Depliant_02

A giugno ha debuttato a Prato lo spettacolo Ti ho sentito cantare, come in sogno dedicato a una selezione di poesie cinesi che vanno dallo Shijing ad oggi. Il regista Sergio Basso e l’attrice Consuelo Ciatti raccontano come è nato questo progetto e le emozioni che lo fanno vivere

Alla scoperta della poesia cinese dallo Shijing ad oggi, accompagnati dalle voci di Consuelo Ciatti, Tai Ling e Sergio Basso. In sottofondo musiche tradizionali cinesi suonate da una suonatrice di pipa, l’antico liuto cinese. E a completare l’atmosfera dello spettacolo , Ti ho sentito cantare, come in sogno, che a giugno ha debuttato a Prato, una foresta di bambù e leggii, tra i quali sono sparsi una fusciacca di seta, un ramo di melo, una coppa da vino, una marionetta del teatro delle ombre e un cappello da soldato. Oggetti che contribuiscono a dare vita alle poesie che nel corso dello spettacolo portano il pubblico italiano a scoprire un universo inaspettato e sentimenti del popolo cinese spesso ignorati. Come ha spiegato a Cina in Italia, il regista dello spettacolo e sinologo, Sergio Basso, «la poesia è un animale raro» che «ha il ruolo – essenziale – di rivelare a chiare lettere al pubblico italiano che il cuore dei cinesi pulsa, e pulsa di emozioni fortissime, universali». Un aspetto che troppo spesso non viene colto quando ci si rapporta con loro. «Credo – temo – che gran parte degli italiani fraintenda l’espressività degli immigrati cinesi – prosegue Basso –. Per la cultura cinese, celare i propri sentimenti, hanxu, è un valore. Gli italiani percepiscono quest’attitudine nemmeno come timidezza, che sarebbe tutto sommato una fonte di simpatia, ma come freddezza e indifferenza, noncuranza. Questo fraintendimento, abbastanza radicale, è un vero peccato».

Lo street style di Chinatown

cantuccina01 - Foto cantuccina Agnese morganti

Fotografa di Prato, Agnese Morganti da qualche mese ha lanciato Cantuccina, una pagina Facebook dove pubblica le foto scattate a chi abita e frequenta le vie della Chinatown della città. «Non è solo un modo di vestirsi, ma anche di raccontare la storia di una generazione che va oltre il concetto stretto di confine o identità nazionale»

Se il nome vi fa venire subito l’acquolina in bocca, sappiate che siete fuori strada. Perché Cantuccina non è un biscotto, non è una torta e non si mangia. Ma proprio come un cantuccio è una “ricetta” toscana, per la precisione pratese. Un altro indizio? Concentratevi sulla parte finale di questo nome decisamente goloso e troverete subito il secondo “ingrediente” fondamentale di questo curioso progetto: la Cina. E cosa lega Prato e la Cina? Ovviamente i cinesi che ci vivono e animano una tra le Chinatown più grandi e importanti d’Italia. A questo punto sveliamo l’arcano: Cantuccina è una pagina Facebook dedicata a loro per raccontare lo street style della Chinatown di Prato attraverso foto che ritraggono le persone che la abitano e la frequentano. A scattarle è Agnese Morganti, una fotografa trentenne che vive e lavora lì, osservando e ritraendo «un insieme di abiti ed abitudini che raccontano uno dei più dinamici crocevia di stili e culture in Italia, in una città che ancora fatica ad accettare e valorizzare la sua anima cosmopolita».

Cina tra sfide e opportunità

shanghai

Il Rapporto annuale elaborato dalla Fondazione Italia Cina analizza il mercato cinese, mettendone in luce scenari e prospettive per le imprese italiane. Molte le occasioni da cogliere per chi vuole investire, ma sempre più importante è conoscere le dinamiche del Paese in transizione verso la nuova normalità. Crescono gli investimenti e i turisti cinesi in Italia

Gli investimenti cinesi in Italia continuano a crescere, ma anche la Cina offre ancora molteplici opportunità agli investitori italiani. Per coglierle e trarne i maggiori vantaggi è indispensabile però conoscere le dinamiche del mercato cinese. Non c’è spazio per l’improvvisazione. E il Rapporto annuale elaborato dal Centro studi per l’impresa della Fondazione Italia Cina (CeSIF), La Cina nel 2016. Scenari e prospettive per le imprese, rappresenta un valido strumento per comprendere a fondo la fase di transizione che il Paese sta vivendo, analizzare rischi e prospettive, valutando i settori su cui puntare e le modalità con cui entrare e muoversi nel mercato cinese. «Per lavorare con un Paese che vive una fase di transizione così importante, è quanto mai necessario essere in possesso di uno strumento conoscitivo, indispensabile per guidare le operazioni di chi oggi lavora a stretto contatto con la Cina, così come per chi ambisce a farlo – ha dichiarato il presidente della Fondazione Italia Cina, Cesare Romiti –. Alle difficoltà negli scambi commerciali corrisponde spesso un vero e proprio deficit culturale riguardo alla Cina, ed è per questo che la Fondazione porta avanti il suo impegno anche sugli aspetti formativi e informativi che riguardano il Paese».

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