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E-commerce, strategie per il mercato cinese

Aumentano i cinesi che comprano sul web. Un’ulteriore opportunità per i brand internazionali. Ma come rileva il rapporto The online purchase experience China 2016 per conquistare i consumatori cinesi è bene adeguarsi ... Continua

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Baby boom, ma…

Nel 2016 in Cina ci sono stati oltre 17,5 milioni di nuovi nati, il 5,7% in più rispetto al 2015, con una crescita del tasso di natalità a 1,6 figli per donna. ... Continua

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Le parole dell’anno

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E-commerce, strategie per il mercato cinese

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Aumentano i cinesi che comprano sul web. Un’ulteriore opportunità per i brand internazionali. Ma come rileva il rapporto The online purchase experience China 2016 per conquistare i consumatori cinesi è bene adeguarsi alle peculiarità dell’esperienza d’acquisto online cinese

Cinesi sempre più connessi e attratti dagli acquisti online. In base agli ultimi dati diffusi dal Centro cinese di Informazione su internet (Cnnic), a dicembre scorso il numero di internauti cinesi ha toccato quota 731 milioni, registrando in un anno un incremento di quasi 43 milioni, pari al 6,2%. Oltre la metà della popolazione cinese, quindi, naviga in rete, perlopiù attraverso smartphone, utilizzato dal 95% degli utenti. E la diffusione di sistemi di pagamento come WeChat Pay e Alipay, si è tradotta in un vero e proprio boom degli acquisti online. Dalla spesa al supermercato ai biglietti del cinema, fino al conto del ristorante, del taxi e della bolletta, senza rinunciare ai prodotti internazionali, sono sempre più numerosi i cinesi che scelgono di acquistare e pagare con un click dal loro cellulare. Lo scorso anno ben il 67,5% degli internauti cinesi ha effettuato almeno un acquisto sul web dallo smartphone contro il 57,7% del 2015. Una tendenza quella dello shopping online che non può essere ignorata da chi guarda al mercato cinese. Ma per riuscire a ritagliarsi uno spazio e conquistare i consumatori cinesi è bene tenere presente che l’esperienza d’acquisto online cinese ha delle proprie peculiarità, che la distinguono da quella occidentale.

Baby boom, ma…

bambini cinesi

Nel 2016 in Cina ci sono stati oltre 17,5 milioni di nuovi nati, il 5,7% in più rispetto al 2015, con una crescita del tasso di natalità a 1,6 figli per donna. Ma un sondaggio evidenzia che tra le coppie cinesi cresce la tendenza a non avere un secondogenito, nonostante l’incoraggiamento delle autorità in questa direzione

A poco più di un anno dall’abolizione della politica del figlio unico da parte del governo cinese è possibile tracciare un primo bilancio degli effetti della nuova politica dei due figli per coppia, entrata in vigore il primo gennaio del 2016. Quanto ha inciso sull’andamento demografico della Cina il cambio di rotta in materia di politiche familiari? Si sta rivelando efficace per contrastare l’invecchiamento della popolazione cinese? Come è stato accolto dalla società l’allentamento delle norme sulla pianificazione familiare? Sebbene nel 2016 si sia registrato un piccolo baby boom, con oltre 17,5 milioni di nuovi nati, tra le coppie cinesi cresce la tendenza a non avere un secondogenito.

Un chitarrista a Shenzhen

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Premiato come il miglior chitarrista di Guangzhou, Francesco Chelini con i Revolution suona in locali e festival in tutta la provincia del Guangdong, ma è deciso a conquistare anche il resto della Cina, a cominciare da Shanghai e Pechino

È un italiano il miglior chitarrista di Guangzhou. Si chiama Francesco Chelini, in arte Frank, cinquantenne originario di Lucca, volato in Cina nel 2005 per motivi di lavoro. Un trasferimento che avrebbe dovuto essere solo temporaneo, ma che invece è diventato definitivo. La Cina non era nei suoi pensieri, non la conosceva e nemmeno pensava di andarci. Ma una volta arrivato lì, come racconta a Cina in Italia, è rimasto affascinato dall’«idea di vedere un Paese svilupparsi ed esserne parte allo stesso tempo». Un grande sviluppo che interessa anche la musica, grande passione che da sempre accompagna Francesco, a cui la Cina ha offerto numerose opportunità anche in questo settore. Con i suoi Revolution, infatti, suona in locali, sale concerto e festival in tutta la provincia del Guangdong, ottenendo un ottimo riscontro sia tra i cinesi che tra gli stranieri.

Le parole dell’anno

wang jianlin

Un sondaggio sul web stila le classifiche delle parole più in voga nel 2016, scattando così una fotografia della società cinese attraverso le scelte linguistiche dei suoi internauti. Tra le espressioni di tendenza “piccolo obiettivo”, lanciata da Wang Jianlin, e “forza preistorica”, diventata virale grazie alla campionessa di nuoto Fu Yuanhui

Sono il carattere 规 gui, “regola”, e l’espressione 小目标 xiao mubiao, “piccolo obiettivo”, il carattere e l’espressione più popolari del 2016 in Cina. È il risultato del sondaggio realizzato sul web dal Centro di ricerca e monitoraggio delle risorse linguistiche, in collaborazione a Commercial Press e people.cn, che dal 2006 ogni anno interpella gli internauti cinesi per capire, attraverso le loro scelte linguistiche, i cambiamenti sociali, politici ed economici, cinesi e internazionali, e la direzione in cui sta andando il Paese. Ogni parola, infatti, è strettamente connessa all’attualità e riflette, quindi, la situazione e le tendenze in atto nella società cinese. Oltre al carattere e alla parola dell’anno legate alle questioni interne al Paese, gli utenti del web hanno decretato il carattere e la parola dell’anno in ambito internazionale, le classifiche delle buzzword, delle nuove parole e delle parole del web. Più di 10mila le parole e frasi nominate, 5,87 milioni i voti espressi dagli internauti cinesi e una ventina gli esperti di università, media e case editrici impegnati nella scelta delle top ten.

La Via della Seta arriva al Quirinale

foto via della seta

La mostra Dall’antica alla nuova Via della Seta raccoglie ottanta reperti e una ventina di opere di artisti cinesi contemporanei. Mappe, stoffe, sculture e ceramiche per ripercorrere la storia millenaria dei rapporti tra Oriente e Occidente. Con uno sguardo al futuro e alla strategia “una cintura, una strada”, promossa dal presidente cinese Xi Jinping

Si snoda attraverso statuette di terracotta, Budda e Bodhisattva, carte geografiche, tessuti, ceramiche, pietre e metalli preziosi il percorso della mostra Dall’antica alla nuova Via della Seta, inaugurata lo scorso 5 dicembre al Palazzo del Quirinale a Roma, nella galleria Alessandro VII, e aperta fino al 26 febbraio prossimo. Attraverso ottanta capolavori antichi, provenienti da archivi, biblioteche e musei italiani e internazionali, l’esposizione mette l’accento sulla storia millenaria dei rapporti tra Cina e Occidente, con una particolare attenzione all’Italia, focalizzando l’attenzione sugli scambi culturali e commerciali sviluppatisi lungo l’antica Via della Seta. Una storia quella della Via della Seta tornata di grande attualità da quando il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato l’iniziativa strategica di una nuova Via della Seta. Ribattezzata “una cintura, una strada”, comprende una Via della Seta terrestre, che collega Xi’an a Rotterdam, e una Via della Seta marittima, da Fuzhou a Venezia, con l’obiettivo di migliorare i contatti e rafforzare la cooperazione tra i Paesi che si affacciano lungo queste due direttrici di migliaia di chilometri, che partono dalla Cina, attraversano l’Asia mediorientale e arrivano nel cuore dell’Europa. La mostra nasce quindi dalla volontà di riproporre un passato che oggi rappresenta anche il futuro.

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